Secondo il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti le leggi che tutelano i lavoratori soprattutto nella loro incolumità fisica sono "un lusso che non possiamo permetterci".
Dopo la scuola pubblica di qualità, anch'essa definita "lusso", il premier in pectore del fantomatico governo tecnico sponsorizzato da Bersani attacca frontalmente i diritti frutto delle lotte operaie, le leggi che proteggono o proteggerebbero se applicate la sopravvivenza degli operai.
Forse il lusso che non ci possiamo permettere è che i politici della Repubblica guadagnino 20 volte lo stipendio di un operaio e godano in più di altri benefits, potrebbe darsi che il lusso inconcessibile debba essere l'eterno condono per i più ricchi.
Il Ministro Tremonti dovrebbe fare un anno a lavorare in cantiere senza le protezioni, o farsi un tuffetto nelle gittate bollenti del metallo fuso in un'industria metallurgica prima di parlare. Magari potrebbe cambiare idea se al posto di una comoda poltrona in Parlamento gli fosse data in mano una cazzuola in cima ad un grattacielo senza protezioni..
Prendete la falce portate il martello
giovedì 26 agosto 2010
sabato 21 agosto 2010
Lettera dell'UAAR di Como ai Giovani Comunisti
Dire che mi fa piacere leggere la tua mail è dire poco.
Il gruppo dell'Uaar di Como si è costituito tre anni fa dopo una crescita notevolissima degli iscritti in provincia di Como (inversamente proporzionale all'andamento del tasso di laicità del nostro paese) ed abbiamo cercato di fare delle iniziative di carattere culturale per iniziare ad aggregare persone sui temi della laicità dello Stato.
Ti assicuro che non è per nulla agevole ma vale la pena di insistere.
Potremmo organizzare qualcosa anche per il 20 di settembre (meglio il 19 che è domenica). Se avete un gruppo di amici che suona potremmo anche pensare ad un incontro con un minimo di aggregazione tra le persone.
Ti premetto che, per statuto, devo limitare l'attività di Uaar Como all'ambito culturale ma, certamente, mi piacerebbe moltissimo avere l'ambizione di mettere insieme una Consulta Laica come nelle grandi città.
Vedremo che si può fare con la giusta e paziente perseveranza.
In ogni caso avremo certamente un incontro sabato 25 settembre nel pomeriggio presso la Circoscrizione di Como Centro in Via Collegio dei Dottori.
Siete invitati a partecipare sin d'ora.
Alla fine avremo un breve momento per i soci perchè dobbiamo indicare chi partecipa al Congresso annuale dell'Uaar che quest'anno si svolge a Varese.
Se riesco organizziamo anche la presentazione di un libro o, se non c'è disponibilità di un autore interessante, un momento di incontro aperto a tutti coloro che come voi possono essere interessati.
Ci risentiamo
Giovanni
Il gruppo dell'Uaar di Como si è costituito tre anni fa dopo una crescita notevolissima degli iscritti in provincia di Como (inversamente proporzionale all'andamento del tasso di laicità del nostro paese) ed abbiamo cercato di fare delle iniziative di carattere culturale per iniziare ad aggregare persone sui temi della laicità dello Stato.
Ti assicuro che non è per nulla agevole ma vale la pena di insistere.
Potremmo organizzare qualcosa anche per il 20 di settembre (meglio il 19 che è domenica). Se avete un gruppo di amici che suona potremmo anche pensare ad un incontro con un minimo di aggregazione tra le persone.
Ti premetto che, per statuto, devo limitare l'attività di Uaar Como all'ambito culturale ma, certamente, mi piacerebbe moltissimo avere l'ambizione di mettere insieme una Consulta Laica come nelle grandi città.
Vedremo che si può fare con la giusta e paziente perseveranza.
In ogni caso avremo certamente un incontro sabato 25 settembre nel pomeriggio presso la Circoscrizione di Como Centro in Via Collegio dei Dottori.
Siete invitati a partecipare sin d'ora.
Alla fine avremo un breve momento per i soci perchè dobbiamo indicare chi partecipa al Congresso annuale dell'Uaar che quest'anno si svolge a Varese.
Se riesco organizziamo anche la presentazione di un libro o, se non c'è disponibilità di un autore interessante, un momento di incontro aperto a tutti coloro che come voi possono essere interessati.
Ci risentiamo
Giovanni
venerdì 20 agosto 2010
Il nostro modo di parlare.. "Machista"??
Commentando la notizia che la parlamentare del PdL Carlucci ha dichiarato troppo bassi gli stipendi dei parlamentari mi è capitato di scrivere che gli avrei ficcato le scarpe soiodove... Ebbene mi si è fatto notare che questo sarebbe "tipico machismo italiano".. In effetti pensandoci non è un'idea così peregrina, ma a questo punto sono molti i modi di dire che si usano in questo Paese che meriterebbero questa etichetta. Non c'è bisogno che spieghi il significato di "Vaffanculo", divenuto politicamente celebre con i Vday di Beppe Grillo..
La questione che si pone è però importante e investe il nostro modo di comunicare: può una formazione di Sinistra, che vorrebbe stare a contatto col popolo, rifiutare a priori questi modi di parlare in quanto contrari allo spirito più alto della parità tra i sessi?
Ma soprattutto: può una formazione di Sinistra dover sempre tentennare nell'uso delle parole dovendo poi scegliere formule sempre altisonanti per accontentare la sua buona coscienza senza poi sapere arrivare al cuore della gente?
Personalmente ritengo che il vero machismo non sia nel linguaggio più o meno scurrile che in Italia è ancor più infarcito di riferimenti sessuali rispetto ad altri Paesi, ma sia poi il modo di comportarsi di una persona. Sono abituato a ritenere fondamentale quello che una persona fa e non come parla, e penso quindi che usare senza intenti machisti anche formule la cui derivazione viene da un clima culturale certo non femminista non sia un'ipotesi da scartare. E' forse più politicamente corretto e pulito parlare fine e poi stuprare selvaggiamente una donna? E' ovvio che no..
Noi comunisti siamo per la parità dei sessi e per la libera espressione non-violenta della volontà sessuale di ognuno. Respingiamo con forza ogni atteggiamento che porti alla violenza sulle donne e che le offenda. Ma al tempo stesso rifiutiamo l'idea di dover rinunciare ad una comunicazione popolare per il semplice piacere delle nostre orecchie talvolta troppo sensibili anche per le stesse donne. Certi termini che sono ormai entrati nel modo di parlare comune e che sono quindi stati neutralizzati nella loro connotazione violenta sono da considerarsi come semplici fattori di linguaggio che dobbiamo avere la possibilità di sfruttare..
Mail a diretta@popolarenetwork.it sul "ritiro" dall'Iraq..
La manifestazione allo scoppio della guerra in Iraq è stata il mio primo corteo, avevo 15 anni e di politica sapevo poco. Oggi ho 22 anni, milito in Rifondazione Comunista a Como e ricordo ancora come se fosse ieri quel giorno con le porte del mio liceo bloccate da centinaia di studenti che non accettavano quella guerra.
Sono passati anni e oggi gli Stati Uniti ritirano le truppe, o almeno così dicono. Già perché resteranno 50 mila uomini per addestrare gli iracheni e arriveranno altre guardie private che difenderanno le posizioni strategiche conquistate dall’Occidente.
Non c’è nessuna vittoria, perché eravamo scesi in piazza per evitare una guerra che invece si è fatta e ha distrutto un Paese e reso più forte il terrorismo. Ogni bambino, ogni donna che laggiù muore per mano dei nostri fucili sono uomini in più che vanno a rimpolpare le file del terrorismo. Obama pensa di recuperare consenso facendo fessi i suoi concittadini, non so se ci riuscirà, ma sicuramente con me è una missione impossibile.
Stefano Rognoni
Sono passati anni e oggi gli Stati Uniti ritirano le truppe, o almeno così dicono. Già perché resteranno 50 mila uomini per addestrare gli iracheni e arriveranno altre guardie private che difenderanno le posizioni strategiche conquistate dall’Occidente.
Non c’è nessuna vittoria, perché eravamo scesi in piazza per evitare una guerra che invece si è fatta e ha distrutto un Paese e reso più forte il terrorismo. Ogni bambino, ogni donna che laggiù muore per mano dei nostri fucili sono uomini in più che vanno a rimpolpare le file del terrorismo. Obama pensa di recuperare consenso facendo fessi i suoi concittadini, non so se ci riuscirà, ma sicuramente con me è una missione impossibile.
Stefano Rognoni
lunedì 16 agosto 2010
Ripartire da Rifondazione Comunista. Puntare sui giovani
Il Partito della Rifondazione Comunista ha bisogno di ritrovare il suo slancio nella lotta per la difesa dei lavoratori, per la conquista dei diritti ad oggi negati, per la solidarietà internazionalista.
Vogliamo un partito che sappia creare sul territorio le basi per un confronto che si preannuncia molto aspro contro i poteri forti di questo Paese, per la conquista dei cuori e delle menti di milioni di lavoratori e studenti.
In questo senso grande importanza riveste la questione dei giovani, che in una nazione come l'Italia sono oggetto degli attacchi più pesanti circa il diritto allo studio (con le controriforme attuate sin dal Ministro Berlinguer), ma anche per quanto riguarda il lavoro, con la precarizzazione e la ricattabilità legalizzata da uno Stato che si assume sempre più tutore dell'ordine padronale.
Siamo noi giovani a doverci alzare e dover dire forte quello che vogliamo, mettere in campo le nostre proposte di una solidarietà tra i lavoratori e gli studenti, di un'unità delle lotte contro gli attacchi del padronato e del clero, un'unità che contempli anche la partecipazione degli immigrati.
Abbiamo un compito difficile davanti a noi, l'Italia è stato il Paese con il più grande partito comunista dell'occidente e oggi di quella rappresentanza e di quella vitalità nelle lotte resta davvero molto poco. Occorre ripartire senza darsi per vinti, senza pensare che ormai i comunisti debbano essere un partito per intellettuali annoiati. Abbiamo una lunga e gloriosa storia e abbiamo intenzione di cominciare a scriverla noi, insieme a tutti coloro che quotidianamente combattono per arrivare a fine mese, insieme a quegli studenti demoralizzati da un sistema di istruzione che premia solo le clientele.
Abbiamo le nostre proposte, e sappiamo dove reperire le risorse, da coloro che finora hanno goduto di inauditi privilegi. E' tempo di cambiare, è tempo che chi ha beni in abbondanza dia alla collettività sostanze sufficienti per pareggiare i conti, è tempo di costruire un sistema nuovo.
Perché non c'è libertà dove c'è privilegio. La libertà dove non c'è uguaglianza è solo una parola vuota che implica la libertà di fare ciò che vuole chi sta più in alto di noi.
La costruzione del Partito comunista, che sia polo autonomo dal centro-sinistra borghese, che sappia imporre le sue ricette sociali con intransigenza e senza dover sempre patteggiare, deve partire da qui, dai giovani del partito che oggi si muovono in tutto il Paese organizzando manifestazioni, promuovendo lotte, dando sostegno a chi si scontra con i padroni.
Il tempo non è finito per i comunisti, è tempo che i comunisti ne prendano atto e ricomincino il cammino verso una società nuova.
venerdì 6 agosto 2010
Dell'Utri al Parolario a parlare del duce.. VERGOGNA!
Marcello Dell'Utri parteciperà al Parolario in Piazza Cavour il 30 agosto e in questa sede presenterà il suo libro su Mussolini.
E' incredibile che sia concesso a un condannato per associazione mafiosa di venire qui a dirci quanto il duce fosse una brava persona, un uomo di straordinaria bontà, come ha detto il fondatore di Forza Italia oggi senatore del PdL..
In questo modo si riabilita sia il ventennio fascista, che portò i salari dei lavoratori ad essere inferiori al pre-Grande Guerra e ci trascinò in una guerra folle per le manie di grandezza del Duce, che la mafia - visto che un suo esponente è chiamato a parlarne quasi fosse un'autorità culturale.
E' un episodio vergognoso che merita di essere stigmatizzato con forza. Non possiamo permettere un simile scempio alla nostra Carta Costituzionale e ai tanti compagni che oggi come allora lottano contro la mafia e la criminalità organizzata. La repubblica antifascista è nata con il nostro sangue, con il sangue di chi ha lottato per una nazione libera dall'oppressione straniera e da quella padronale. E questa repubblica l'abbiamo difesa con altro sangue versato da compagni come Peppino Impastato, e tanti altri che sono morti nella lotta contro Cosa Nostra, contro la 'ndrangheta e contro la camorra.
E' incredibile che sia concesso a un condannato per associazione mafiosa di venire qui a dirci quanto il duce fosse una brava persona, un uomo di straordinaria bontà, come ha detto il fondatore di Forza Italia oggi senatore del PdL..
In questo modo si riabilita sia il ventennio fascista, che portò i salari dei lavoratori ad essere inferiori al pre-Grande Guerra e ci trascinò in una guerra folle per le manie di grandezza del Duce, che la mafia - visto che un suo esponente è chiamato a parlarne quasi fosse un'autorità culturale.
E' un episodio vergognoso che merita di essere stigmatizzato con forza. Non possiamo permettere un simile scempio alla nostra Carta Costituzionale e ai tanti compagni che oggi come allora lottano contro la mafia e la criminalità organizzata. La repubblica antifascista è nata con il nostro sangue, con il sangue di chi ha lottato per una nazione libera dall'oppressione straniera e da quella padronale. E questa repubblica l'abbiamo difesa con altro sangue versato da compagni come Peppino Impastato, e tanti altri che sono morti nella lotta contro Cosa Nostra, contro la 'ndrangheta e contro la camorra.
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