Prendete la falce portate il martello
lunedì 16 agosto 2010
Ripartire da Rifondazione Comunista. Puntare sui giovani
Il Partito della Rifondazione Comunista ha bisogno di ritrovare il suo slancio nella lotta per la difesa dei lavoratori, per la conquista dei diritti ad oggi negati, per la solidarietà internazionalista.
Vogliamo un partito che sappia creare sul territorio le basi per un confronto che si preannuncia molto aspro contro i poteri forti di questo Paese, per la conquista dei cuori e delle menti di milioni di lavoratori e studenti.
In questo senso grande importanza riveste la questione dei giovani, che in una nazione come l'Italia sono oggetto degli attacchi più pesanti circa il diritto allo studio (con le controriforme attuate sin dal Ministro Berlinguer), ma anche per quanto riguarda il lavoro, con la precarizzazione e la ricattabilità legalizzata da uno Stato che si assume sempre più tutore dell'ordine padronale.
Siamo noi giovani a doverci alzare e dover dire forte quello che vogliamo, mettere in campo le nostre proposte di una solidarietà tra i lavoratori e gli studenti, di un'unità delle lotte contro gli attacchi del padronato e del clero, un'unità che contempli anche la partecipazione degli immigrati.
Abbiamo un compito difficile davanti a noi, l'Italia è stato il Paese con il più grande partito comunista dell'occidente e oggi di quella rappresentanza e di quella vitalità nelle lotte resta davvero molto poco. Occorre ripartire senza darsi per vinti, senza pensare che ormai i comunisti debbano essere un partito per intellettuali annoiati. Abbiamo una lunga e gloriosa storia e abbiamo intenzione di cominciare a scriverla noi, insieme a tutti coloro che quotidianamente combattono per arrivare a fine mese, insieme a quegli studenti demoralizzati da un sistema di istruzione che premia solo le clientele.
Abbiamo le nostre proposte, e sappiamo dove reperire le risorse, da coloro che finora hanno goduto di inauditi privilegi. E' tempo di cambiare, è tempo che chi ha beni in abbondanza dia alla collettività sostanze sufficienti per pareggiare i conti, è tempo di costruire un sistema nuovo.
Perché non c'è libertà dove c'è privilegio. La libertà dove non c'è uguaglianza è solo una parola vuota che implica la libertà di fare ciò che vuole chi sta più in alto di noi.
La costruzione del Partito comunista, che sia polo autonomo dal centro-sinistra borghese, che sappia imporre le sue ricette sociali con intransigenza e senza dover sempre patteggiare, deve partire da qui, dai giovani del partito che oggi si muovono in tutto il Paese organizzando manifestazioni, promuovendo lotte, dando sostegno a chi si scontra con i padroni.
Il tempo non è finito per i comunisti, è tempo che i comunisti ne prendano atto e ricomincino il cammino verso una società nuova.
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