Prendete la falce portate il martello

mercoledì 15 settembre 2010

Per un processo partecipato

"Avanti i giovani", "Avanti le donne", "Avanti..."
Per un comunista credere di poter dire frasi di questo tipo è fuori da ogni logica. Il comunismo non è l'ideologia delle fughe in avanti, delle analisi ben fatte che però restano sterili, della formazione di avanguardie autoreferenziali.
L'idea di comunismo nasce dal fatto che si debba creare certo un'avanguardia rivoluzionaria, un nucleo di persone che debbano essere portatrici dell'ideale, ma che questa avanguardia abbia necessità di costante rapporto con le masse, anche le più arretrate ed ignoranti.
Il nostro compito di avanguardia dev'essere proprio quello di creare un percorso partecipato, un progetto politico in cui le persone comuni possano identificarsi. La creazione di questo progetto implica un cambiamento di stile: non più "avanti..." ma "procediamo insieme".
Si possono avere le idee migliori ma se non si è in grado di renderle patrimonio comune, di trasmettere coscienza ai nostri ceti di riferimento, quelle idee rimarranno filosofia. E con la filosofia non si cambia il mondo.
Abbiamo davanti battaglie difficili, contro poteri che non sono mai stati così forti, con una classe operaia frammentata e confusa, sindacati collusi - per chi li vuole definire sindacati - ed un padronato che ritiene giunto il momento di far piazza pulita di ciò per cui i lavoratori hanno lottato per mezzo secolo.. Queste battaglie si possono vincere, si devono vincere.. E bisogna coinvolgere tutti coloro che credono in un futuro migliore, in un sistema diverso.

lunedì 13 settembre 2010

L'unità con la FGCI solo se dalla base

Ieri al coordinamento regionale dei GC Lombardia ho votato a favore di un documento che condanna l'azione del coordinamento nazionale che il 1 settembre ha votato senza numero legale un documento politico che vorrebbe la costruzione di un soggetto generazionale della sinistra anticapitalista. Ho approvato questo documento per due ragioni fondamentali: una di merito e una di metodo.
Innanzitutto il metodo antidemocratico con cui un coordinamento nazionale privo del numero legale ha votato un documento di tale importanza dando compito al prossimo coordinamento di "ratificarlo", non rende onore alla mia idea di organizzazione democratica, che ascolta la base e i cui dirigenti sono sopra ogni cosa dei portavoce della volontà degli iscritti. In questo caso si è mostrato invece uno scollamento dei due portavoce nazionali dalla rappresentanza nazionale dei nostri iscritti, che non possiamo accettare.
In secondo luogo, ma non per importanza, il merito della questione: si impegna l'organizzazione a un sostanziale scioglimento in un percorso che porti ad una giovanile unitaria con chi ci sta. Si tratta dello stesso orizzonte contro cui il partito tutto si è battuto a Chianciano, dello stesso orizzonte contro cui abbiamo combattuto tutti insieme (compresi gli attuali portavoce nazionali). Il fatto che la prima soggettività con cui questa fusione si debba fare sia la FGCI (la giovanile dei comunisti italiani) non mi rende più tranquillo: la mancanza di base di questa organizzazione in molte zone della Lombardia e del Paese e i rapporti non proprio collaborativi che si hanno in varie zone di Italia rischiano di portare solo ad una fusione verticistica con assegnazione di poltrone di dirigente.
La mia idea di unità a Sinistra invece è totalmente diversa e passa dalle lotte, passa dal considerare ogni compagno indipendentemente dall'organizzazione di cui fa parte in una cooperazione che si attua in battaglie comuni, produzione di materiale in comune (che non significa fare come GC - o FGCI - ma porre il doppio simbolo), manifestazioni e azioni di piazza con tutti i compagni. E soprattutto voglio che la discussione sulle differenze sia fatta prima e non dopo. Non intendo creare un contenitore più grande dei GC in cui azzuffarci con la FGCI o con altri soggetti, ma costruire uno spazio comune in cui collaborare e discutere. E se poi sarà fusione tra le nostre due organizzazioni non sarà solo una manovra di dirigenza ma di unità dei nostri iscritti come un unico corpo di un'unica organizzazione.

sabato 4 settembre 2010

Contro Dell'Utri. Risposta a L'Ordine

Il quotidiano della famiglia Berlusconi riparte con i suoi attacchi a Rifondazione Comunista, rea di opporsi con eccessiva fermezza alla mafia. L'articolo si conclude affermando che sarà sempre meglio un mafioso che si ispira a principi di libertà che un comunista.
Ebbene, personalmente sono orgoglioso degli insulti che il quotidiano più fascista di Como riserva al partito comunista e in particolare alla mia persona, perché ricordo di aver lanciato personalmente la mobilitazione del 30 agosto in tempi in cui pensavamo di organizzare un banale presidio.
Il fatto che Sallusti e soci si rintanino ancora nel non raggiungimento del quorum per i comunisti alle ultime politiche dà il senso della mancanza di argomenti e complessivamente della nostra travolgente vittoria politica che ha visto al nostro fianco una parte cospicua della base dei partiti dell'attuale maggioranza che - pur di Destra - sono persone oneste.
Ci dicono che il nostro posto è a rollarci uno spinello sul divano, ebbene io credo che - pur non avendo mai fumato - questa situazione sia molto migliore che quella del carcere ove dovrebbero essere rinchiusi Dell'Utri, Berlusconi, Confalonieri, Scopelliti e molti altri..
No, effettivamente a mio parere Dell'Utri non deve avere diritto di parola, né ora né mai in nessun luogo del territorio nazionale. E a coloro che parlano di articolo 21 ricordo che la Costituzione vieta espressamente ogni riorganizzazione del partito fascista e che la legge vieta ogni atteggiamento volto a riabilitare quanto avvenuto nel ventennio. Sarebbe da verificare a questo punto chi è contro la legge e in che misura. Io credo che un condannato per mafia in secondo grado e quindi DEFINITIVAMENTE (perché la Cassazione non può giudicare nel merito delle accuse ma solo nella forma del processo di primo e secondo grado per poi eventualmente annullare la sentenza e far ripartire tutto) non debba girare l'Italia a propagandare patacche e falsità storiche acclarate ma debba come ogni altro condannato per mafia restare in carcere fino a pena scontata. E siccome Dell'Utri dovrebbe stare in galera e non fuori non ho alcuna intenzione, come cittadino onesto e militante politico, di concedergli un diritto spettante ai cittadini onesti. Volendo può sempre fare una presentazione a San Vittore, al Bassone o in qualunque altro carcere, purché lo faccia dalla sua cella.