"Avanti i giovani", "Avanti le donne", "Avanti..."
Per un comunista credere di poter dire frasi di questo tipo è fuori da ogni logica. Il comunismo non è l'ideologia delle fughe in avanti, delle analisi ben fatte che però restano sterili, della formazione di avanguardie autoreferenziali.
L'idea di comunismo nasce dal fatto che si debba creare certo un'avanguardia rivoluzionaria, un nucleo di persone che debbano essere portatrici dell'ideale, ma che questa avanguardia abbia necessità di costante rapporto con le masse, anche le più arretrate ed ignoranti.
Il nostro compito di avanguardia dev'essere proprio quello di creare un percorso partecipato, un progetto politico in cui le persone comuni possano identificarsi. La creazione di questo progetto implica un cambiamento di stile: non più "avanti..." ma "procediamo insieme".
Si possono avere le idee migliori ma se non si è in grado di renderle patrimonio comune, di trasmettere coscienza ai nostri ceti di riferimento, quelle idee rimarranno filosofia. E con la filosofia non si cambia il mondo.
Abbiamo davanti battaglie difficili, contro poteri che non sono mai stati così forti, con una classe operaia frammentata e confusa, sindacati collusi - per chi li vuole definire sindacati - ed un padronato che ritiene giunto il momento di far piazza pulita di ciò per cui i lavoratori hanno lottato per mezzo secolo.. Queste battaglie si possono vincere, si devono vincere.. E bisogna coinvolgere tutti coloro che credono in un futuro migliore, in un sistema diverso.
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