Prendete la falce portate il martello

lunedì 13 settembre 2010

L'unità con la FGCI solo se dalla base

Ieri al coordinamento regionale dei GC Lombardia ho votato a favore di un documento che condanna l'azione del coordinamento nazionale che il 1 settembre ha votato senza numero legale un documento politico che vorrebbe la costruzione di un soggetto generazionale della sinistra anticapitalista. Ho approvato questo documento per due ragioni fondamentali: una di merito e una di metodo.
Innanzitutto il metodo antidemocratico con cui un coordinamento nazionale privo del numero legale ha votato un documento di tale importanza dando compito al prossimo coordinamento di "ratificarlo", non rende onore alla mia idea di organizzazione democratica, che ascolta la base e i cui dirigenti sono sopra ogni cosa dei portavoce della volontà degli iscritti. In questo caso si è mostrato invece uno scollamento dei due portavoce nazionali dalla rappresentanza nazionale dei nostri iscritti, che non possiamo accettare.
In secondo luogo, ma non per importanza, il merito della questione: si impegna l'organizzazione a un sostanziale scioglimento in un percorso che porti ad una giovanile unitaria con chi ci sta. Si tratta dello stesso orizzonte contro cui il partito tutto si è battuto a Chianciano, dello stesso orizzonte contro cui abbiamo combattuto tutti insieme (compresi gli attuali portavoce nazionali). Il fatto che la prima soggettività con cui questa fusione si debba fare sia la FGCI (la giovanile dei comunisti italiani) non mi rende più tranquillo: la mancanza di base di questa organizzazione in molte zone della Lombardia e del Paese e i rapporti non proprio collaborativi che si hanno in varie zone di Italia rischiano di portare solo ad una fusione verticistica con assegnazione di poltrone di dirigente.
La mia idea di unità a Sinistra invece è totalmente diversa e passa dalle lotte, passa dal considerare ogni compagno indipendentemente dall'organizzazione di cui fa parte in una cooperazione che si attua in battaglie comuni, produzione di materiale in comune (che non significa fare come GC - o FGCI - ma porre il doppio simbolo), manifestazioni e azioni di piazza con tutti i compagni. E soprattutto voglio che la discussione sulle differenze sia fatta prima e non dopo. Non intendo creare un contenitore più grande dei GC in cui azzuffarci con la FGCI o con altri soggetti, ma costruire uno spazio comune in cui collaborare e discutere. E se poi sarà fusione tra le nostre due organizzazioni non sarà solo una manovra di dirigenza ma di unità dei nostri iscritti come un unico corpo di un'unica organizzazione.

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